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Intervista a Aldo Tempesti

Abbiamo incontrato a Techextile il presidente dell’associazione TECLUBTEX con cui abbiamo fatto il punto sul settore tessile tecnico.

META – Da tempo sentiamo parlare in positivo del settore del tessile tecnico. Conferma?

TempestiSì. Il nostro settore del tessile tecnico attualmente va molto bene. Siamo qui a Francoforte dove ci siamo incontrati con le altre associazioni francesi, tedesche e belga per rafforzare la nostra collaborazione perché l’Europa è il mercato più importante del mondo, con una produzione che copre tutto il settore. Se vogliamo competere con gli americani dobbiamo avere prodotti di eccellenza.

META – Finalmente parliamo europeo…

TempestiInfatti, bisogna superare l’idea regionale, e non si può più pensare che un prodotto eccellente venga fatto nei distretti. Sempre più è necessario collaborare con altri paesi e altre realtà per elevare il livello di competenze delle aziende e le nostre conoscenze. Questo è il nostro obiettivo da anni. Adesso c’è da fare da traino una ripresa economica e noi ne abbiamo preso coscienza.

META – Sappiamo che lei è anche segretario generale della “piattaforma tecnologica nazionale” che è partita nel 2013. Cosa ci dice in proposito?

TempestiGià dal 1998 spingiamo sulla tecnologia e l’innovazione. L’anno scorso c’è stata una presa di coscienza anche a livello dei Ministeri dello Sviluppo Economico e delle Politiche Territoriali, del Sistema Moda Italia, dell’importanza dell’innovazione, perché non basta più solo design e creatività. Bisogna comprendere che l’innovazione e la tecnologia sono importanti per ogni prodotto, non fosse altro per il risparmio energetico. Per questo è partita la piattaforma tecnologica dove sono state coinvolte le realtà industriali tessili, le Università. Si è fatto un grosso lavoro, sono stati individuati i settori applicativi, le tecnologie.

META – Qual è il vostro obiettivo ?

TempestiL’obiettivo era dare delle linee guida al settore che fossero compatibili con gli interessi delle aziende italiane, ma che nello stesso tempo tenesse conto delle tecnologie e processi dell’industria 4.0.

META – Risultati?

TempestiPubblicheremo a breve un’agenda che parte da una fotografia del settore, sul mondo della ricerca e dell’innovazione per il tessile a livello nazionale; un panorama sui trend da oggi al 2025. In più è stata fatta un indagine su un centinaio di aziende in diverse aree geografiche e settori produttivi, su cosa fanno oggi, dove vogliono andare, quali sono i loro obiettivi da oggi a tre anni, gli investimenti che intendono fare. Estrapolati i loro interessi, sovrapposti i trend, le tecnologie a livello internazionale, è emersa una serie di obiettivi che pubblicheremo in occasione di un importante evento di presentazione.

META – Come risponde il mercato?

TempestiBene. Su questo è già partita un iniziativa “Regiotex” coordinata da Eurotex che rientra nelle iniziative che l’Unione Europea finanzia che ha l’obiettivo di supportare l’innovazione e ricerca nelle regioni europee dove il tessile è importante. Si vogliono mettere insieme regioni diverse, ad esempio la Lombardia che interagisce con la Catalogna, e così via. In Italia hanno aderito in prima linea come active member quindi con un contributo finanziario Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Campania e forse l’Abruzzo e come hub server, partecipanti ma senza decidere i programmi, la Toscana e la Puglia. L’Italia è il paese con il più alto numero di regioni partecipanti, infatti settimana scorsa queste regioni hanno partecipato a Bruxelles a una riunione preparativa dei programmi e quindi tutti i lavori a livello nazionale che noi abbiamo fatto sulla piattaforma, le varie regioni lo hanno presentato come cosa comune. Riteniamo che questo sia già un primo risultato di quello che si sta facendo. L’obiettivo della piattaforma non è solo quello di indicare dove si vuole andare ma anche quello di seguire l’implementazione di quello che si vuole fare facendo sì che i risultati della ricerca su questi temi possano individuare gli strumenti che consentano alle aziende di passare dal prototipo alla produzione industriale. Nel progetto vengono investiti parecchi soldi in ricerca. Il problema è che quando il progetto finisce i centri di ricerca scompaiono perché si lanciano su nuovi progetti. Noi stiamo proprio lavorando su questo: spostare un po’ più a valle l’attenzione alla ricerca. Trovare quelle soluzioni per lo sviluppo del prodotto mettendo in contatto l’azienda con la filiera a valle e a monte, che spesso si perde. sSpostando l’attenzione dal prototipo al mercato. C’è spesso una distanza tra chi è a monte della filiera e tra chi è sul mercato. L’obiettivo è avvicinare questi elementi. Questo lo stiamo facendo sia a livello nazionale che europeo.

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