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Meta in Italy Quando il tessile è intelligente
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Quando il tessile è intelligente

Smart Textiles e Wearable al 22° Textile Innovation Day a Biella confermano l’evoluzione del tessile intelligente e proattivo.

Se i risultati del 21° Innovation Day di Biella indicavano l’alta tecnologia alla base del futuro dell’industria tessile italiana, al centro del 22° Textile Innovation Day organizzato il 19 dicembre dal Polo di Innovazione Tessile – Po.in.tex, gestito da Città Studi Biella, e dal Polo di Innovazione ICT, sono il ‘tessile intelligente‘ e l’indossabilità i temi di grande attualità, in cui il nostro Paese è all’avanguardia sia nella ricerca, sia nella produzione.

Smart Textiles per l’IoT” era il titolo del seminario di approfondimento sui trending topics degli Smart Textiles e delle Wearable Technologies, nonché dei relativi modelli di business, che ha lasciato ampio spazio all’interazione e al networking.

Il Textile Innovation Day ha portato a Biella professionisti coinvolti in prima persona nello sviluppo di tecnologie e applicazioni cutting-edge nei settori dell’abbigliamento, dell’edilizia, della microelettronica e dei serviti per l’IoT. Ai saluti di benvenuto del Presidente di Po.in.tex, Marco Bardelle, sono seguiti gli interventi mirati di un parterre di relatori di prim’ordine, moderati da Pasquale Campanile, Project Manager di Po.in.tex.

Gianfranco Costamagna, ingegnere informatico esperto in reti e sicurezza web, siluppatore di ettercap, Debian e Ubuntu/Blackbox ha parlato di elettronica integrata applicata all’industria, sottolineando come l’innovazione sia ormai strttamente connessa all’industria 4.0, volta a eliminare i colli di bottiglia nei processi produttivi, automatizzando e rendendo intelligenti e interconnessi i dispositivi industriali.

Alessia Moltani, nota fashion designer attenta ai materiali innovativi, che ha ideato un minuscolo coprispalle che garantisce un sistema di monitoraggio wireless per i bambini nelle prime ore di vita, ha illustrato le opportunità che Wearable e Smart Garments come sistemi di monitoraggio non invasivi offrono al tessile. La relatrice ha sottolineato quanto sia necessario il coinvolgimento di tutta la filiera tessile per rendere a tutti gli effetti questi prodotti di successo e di consumo, integrando gli aspetti tecnologici a quelli di comfort e piacevolezza, per evitare che restino mero tentativo di aziende elettroniche e/o informatiche.

Paolo Beccarelli, docente di Ingegneria dell’Architettura presso l’Università di Nottingham, specializzato in tensostrutture, ha descritto i risultati raggiunti nell’ambito del progetto di ricerca europeo Multitexco. Tra le sperimentazioni più promettenti è stata presentata una serie di sensori integrati per rilevare i principali fattori di rischio per le tensostrutture, quali alte temperature, accumuli di acqua e neve, instabilità all’azione del vento, esposizione a sostanze corrosive.

Pasquale Marasco, master in e-Business e Gestione delle Nuove Tecnologie, specialista in networking tra le imprese, ha offerto una dettagliata panoramica sull’IoT (Internet of Things), evoluzione del concetto di rete basata sul paradigma per cui gli oggetti fisici possono diventare “intelligenti”, ovvero in grado di comunicare e di essere connessi in ogni momento, in ogni luogo e con chiunque. Per l’industria tessile in particolare ha evidenziato alcuni scenari applicativi e potenziali benefici associati ai servizi IoT.

Giorgio De Pasquale, Professore Associato nel Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale del Politecnico di Torino, ha presentato GoldFinger, un innovativo prototipo di interfaccia uomo-macchina progettato e costruito grazie alla collaborazione fra l’Ateneo italiano e il Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston. Un guanto indossabile e confortevole, capace di autoalimentarsi mediante la generazione di energia elettrica con il movimento delle dita. L’utente può inviare comandi a svariati tipi di macchine e sistemi con il semplice movimento di una mano. I movimenti, infatti, grazie a un software di tracciamento ottico e all’interfaccia sviluppata, vengono interpretati e convertiti in comandi e istruzioni per il funzionamento degli impianti di cui è richiesto il controllo.

Monitoraggio

Una interessante novità è stata presentata ada un’azienda che opera in campo medicale, che ha presentato la possibilità di indossare uno speciale abbigliamento di monitoraggio in sostituzione del bracciali e degli smartphone. Ideato per atleti e sportivi questi ‘wearable’ che si basano su indumenti sensorizzati, possono avere un mercato enorme in forte crescita da cui il settore moda può trarre importanti opportunità, perché l’ndumento è una piattaforma che ci portiamo addosso tutto il giorno e quindi la piattaforma migliore per i wearable quando parliamo di parametri fisiologici.
Gruppi come Google e Diesel si sono messi insieme per affrontare questa opportunità perché il mondo dei wearable richiede competenze diversissime, tessile, ingegneristiche e di software. Quello che è interessante del Project Jacquard è la scelta del primo prodotto: un semplice giubbotto di jeans, invece di puntare su prodotti ridondanti, complessi. Questo perché i wearable sono interessanti nel momento in cui entrano nella vita di tutti i giorni offrendo la possibilità di creare un monitoraggio per tutti. Confortevoli, non invasivi, piacevoli e utilizzati da chiunque saranno integrati nel tessuto con facilità di lavaggio. Sono una soluzione discreta e intima perché non sono visibili e sono anche personalizzabili.

Project Jacquard

Si prevedono due livelli: quello dell’atleta e quello di chi semplicemente nel quotidiano vuole tenere sotto controllo i propri parametri fisiologici. Gli anziani e bambini, per esempio, sono un mercato enorme e per le nuove generazioni il wearable diverrà una quotidianità. Fondamentale la qualità del segnale, per cui bisogna produrre soluzioni che forniscano dati altamente affidabili, un monitoraggio continuo, con tecnologia invisibile incorporando i sensori nei tessuti. Questi sono gli elementi del sistema. Altra caratteristica è la flessibilità: in un indumento possono essere inseriti più sensori: ad esempio si può ottenere un segnale elettrocardiografico, e non solo il cardio del braccialetto, si può ottenere il dato del respiro, del movimento, della posizione, la temperatura e la pressione. I feedback possono essere segnali sonori o luminosi, registrabili e analizzabili anche in remoto.

Il 22° Textile Innovation Day ha confermato il forte interesse delle aziende piemontesi nei confronti di tematiche legate ai tessili innovativi, con un’alta affluenza di partecipanti provenienti da altre province del Piemonte. Presenti anche aziende di distretti tessili e tecnologici da fuori Regione. Chi non è riuscito a prendere parte all’evento di lunedì avrà presto occasione di rifarsi: Po.in.tex sta già lavorando per organizzare altri seminari gratuiti di questo tipo e su queste tematiche.

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