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Riciclo tessile-tessile: la sfida è passare dalla fibra al sistema industriale

Riciclo tessile-tessile: la sfida è passare dalla fibra al sistema industriale

Il caso Circulose mostra perché la disponibilità di una tecnologia non basta: servono capacità produttiva, qualità costante e una filiera pronta ad assorbire i nuovi materiali.

Trasformare i rifiuti tessili in nuove materie prime utilizzabili nella produzione industriale è uno degli obiettivi più ambiziosi dell’economia circolare. Il riciclo tessile-tessile promette di ridurre la dipendenza dalle fibre vergini, ma la sua diffusione dipende da una serie di condizioni tecniche ed economiche che vanno ben oltre il processo di riciclo.

Un caso da osservare è quello di Circulose, azienda svedese che produce una materia prima ottenuta da tessuti di cotone riciclati. Il materiale è destinato a essere utilizzato nella produzione di nuove fibre cellulosiche, offrendo una possibile alternativa alle materie prime vergini.

Nel febbraio 2026 l’azienda ha annunciato la ripresa della produzione commerciale nel proprio stabilimento di Ortviken, in Svezia. La capacità indicata è di 60.000 tonnellate annue, con possibilità di ampliamento. Si tratta di capacità produttiva dichiarata, non di una misura della produzione effettivamente raggiunta.

Il primo ostacolo è la materia prima

Il riciclo industriale richiede flussi di scarti sufficientemente omogenei e disponibili con continuità. I tessuti raccolti possono contenere mischie di fibre, elastan, coloranti, finissaggi, accessori e componenti che complicano il trattamento.

La composizione del materiale di partenza influenza la resa del processo e le caratteristiche della materia prima recuperata. Per questo la raccolta, la selezione e la preparazione degli scarti sono passaggi fondamentali, non attività secondarie.

Una filiera circolare efficace deve quindi essere progettata considerando anche la fase iniziale: come vengono raccolti i prodotti a fine vita, come vengono identificati e selezionati e quali informazioni sono disponibili sulla loro composizione.

Dalla materia recuperata al nuovo prodotto

Il passaggio successivo è l’integrazione nelle lavorazioni esistenti. Una materia prima riciclata deve garantire caratteristiche compatibili con le esigenze di filatori, produttori di fibre, tessiture e marchi.

La collaborazione tra riciclatori e utilizzatori è determinante per verificare qualità, prestazioni, ripetibilità e costi. Gli accordi di fornitura possono contribuire a dare maggiore prevedibilità alla domanda e a sostenere gli investimenti necessari per aumentare la capacità produttiva.

Circulose ha inoltre annunciato nel 2026 una collaborazione con China Textile Academy Green Fibre per rendere disponibili fibre lyocell prodotte utilizzando la propria pasta riciclata. È un esempio di come il riciclo possa essere collegato alle tecnologie di produzione delle fibre cellulosiche.

La circolarità si progetta lungo tutta la filiera

Il riciclo non può essere considerato una soluzione isolata. Per aumentare le possibilità di recupero occorre progettare prodotti più facilmente separabili, migliorare le informazioni sui materiali e sviluppare infrastrutture adeguate.

Resta inoltre necessario valutare ogni soluzione sulla base di dati comparabili: origine degli scarti, consumi del processo, qualità ottenuta, durata del prodotto finale e possibilità di un ulteriore recupero.

La vera sfida non è soltanto riciclare un materiale, ma creare un sistema in cui quel materiale possa rientrare nella produzione con continuità e risultati verificabili.

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