Nasce il primo vero riciclo dei capi in fibre miste
RadiciGroup, The LYCRA Company e Triumph dimostrano che il closed-loop nel tessile è finalmente possibile
Per decenni il riciclo dei capi realizzati con fibre miste è stato il grande nodo irrisolto dell’industria tessile. Nylon ed elastan – combinazione iconica di collant, costumi da bagno e intimo – una volta giunti a fine vita erano destinati quasi inevitabilmente all’incenerimento o alla discarica. Oggi, però, qualcosa cambia radicalmente.
Grazie alla collaborazione tra RadiciGroup, The LYCRA Company e Triumph, nasce il primo esempio concreto di riciclo reale e completo di capi in fibre miste, capace di riportare nylon ed elastan all’interno dello stesso ciclo produttivo da cui provengono. Un risultato che segna una nuova era per la moda circolare.
Dal rifiuto tessile a nuova materia prima
l cuore dell’innovazione è un processo sviluppato da Radici InNova, la divisione di ricerca e innovazione di RadiciGroup. Si tratta di una tecnologia di dissoluzione selettiva, brevettata a livello internazionale, che consente di trattare rifiuti tessili misti e separare efficacemente le fibre di nylon (PA6 e PA66) e di fibra LYCRA®, recuperandole entrambe senza comprometterne le prestazioni.
Il processo utilizza solventi non tossici, non infiammabili ed ecocompatibili ed è sostenibile non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico: consente infatti di recuperare tutte le componenti del tessuto, indipendentemente dalla loro percentuale, incluso il solvente stesso.
Il risultato è un cambio di paradigma: ciò che prima era uno scarto complesso e irrecuperabile diventa una risorsa di valore
Il primo coordinato intimo 100% riciclato in closed-loop
Per dimostrare la fattibilità industriale del processo, i partner hanno scelto un caso reale. Triumph ha messo a disposizione il proprio surplus produttivo: un tessuto contenente il 16% di fibra LYCRA®. Da questo materiale, Radici InNova è riuscita a recuperare sia il nylon sia l’elastan.
La fibra LYCRA® rigenerata è stata rifilata da The LYCRA Company, mentre il nylon riciclato è stato trasformato da RadiciGroup in Renycle®, un nuovo filato. Con questi materiali è stato prodotto un tessuto nero di 60 metri, utilizzato da Triumph per realizzare un coordinato intimo composto da reggiseno e slip.
Un esempio tangibile di closed-loop tessile: da scarto a nuovo capo, senza uscire dal ciclo.
Un’innovazione che apre nuovi scenari industriali
«Grazie a questo progetto, il tema del riciclo nel settore tessile entra in una nuova dimensione», afferma Stefano Alini, CEO di Radici InNova. «Per la prima volta dimostriamo che è possibile recuperare fibre tessili da tessuti misti e riutilizzarle per produrre nuovi capi. È un’innovazione senza precedenti, che apre scenari rivoluzionari per l’industria».
Un concetto condiviso anche da The LYCRA Company, da sempre impegnata nel coniugare performance e sostenibilità. «Questo progetto dimostra che le fibre di LYCRA® possono mantenere intatte le loro caratteristiche di elasticità e recupero della forma anche dopo il riciclo», sottolinea Nicholas Kurland, Product Development Director, Advanced Concepts. «Comfort, vestibilità e libertà di movimento possono convivere con la circolarità».
Dalla sperimentazione al futuro della moda
Il progetto affonda le sue radici quattro anni fa, con le prime ricerche sulla separazione chimica delle fibre miste. Oggi il risultato è ancora un concept garment, un prototipo pensato per validare la tecnologia e porre le basi per una futura industrializzazione.
Ma la direzione è tracciata. Triumph guarda già al prossimo passo: «Vogliamo sviluppare una capsule collection e lavorare su tracciabilità, identificazione del prodotto e sistemi di circolarità», spiega Vera Galarza, Global Head of Sustainability di Triumph. «Il nostro obiettivo è mantenere i capi in uso il più a lungo possibile e garantire che, a fine vita, possano essere riciclati nel modo più appropriato».
Un segnale forte per l’intera filiera
In un settore spesso accusato di greenwashing, questo progetto rappresenta un caso concreto di innovazione sistemica, in cui chimica, design e industria dialogano per risolvere uno dei problemi più complessi della moda contemporanea.
Il messaggio è chiaro: la circolarità dei tessuti misti non è più un’utopia. È una tecnologia pronta a cambiare le regole del gioco.







