Native Wools e InsideOut protagonisti a Filo65
Filo65: lane autoctone e valori InsideOut protagonisti nello Spazio Sostenibilità curato da C.L.A.S.S.
L’11 e 12 febbraio 2026, a Fiera Milano Rho (Padiglione 5), la 65ª edizione di Filo mette al centro un tema cruciale per il futuro del tessile: la collaborazione lungo tutta la filiera come chiave per affrontare le sfide di un mercato sempre più complesso. Tra queste, la sostenibilità si conferma la più urgente e strategica.
È in questo contesto che si inserisce lo Spazio Sostenibilità, realizzato anche quest’anno in sinergia con C.L.A.S.S. Eco Hub, l’eco-hub internazionale fondato da Giusy Bettoni. L’area – collocata all’interno della Networking Area del Salone – propone una selezione di progetti sostenibili e innovativi, offrendo una visione concreta di come la filiera possa evolvere in modo responsabile e competitivo.
Native Wools: identità, territori e innovazione
Protagoniste di questa edizione sono le “Native Wools”, le lane autoctone che rappresentano un patrimonio identitario dei territori, frutto di una relazione secolare tra paesaggi, comunità rurali e sistemi pastorali.
Lo Spazio Sostenibilità curato da C.L.A.S.S. propone un viaggio immersivo in questo universo, valorizzando la ricchezza della pastorizia locale e dei saperi tradizionali, capaci oggi di tradursi in applicazioni contemporanee nel tessile moda e nell’interior design. Un progetto sviluppato grazie alla sinergia e al coordinamento tra C.L.A.S.S. e Patrizia Maggia, presidente di Agenzia Lane d’Italia.
All’interno dell’area saranno presentate diverse case history selezionate da C.L.A.S.S., che dimostrano come la filiera delle lane autoctone possa generare prodotti di nicchia e di eccellenza, portatori di valore culturale, ambientale ed economico. Tra le realtà coinvolte:
- Fibre Gentili
- Piacenza 1733
- Lanificio Paoletti – MTF
- Mariantonia Urru (interior design)
- Agenzia Lane d’Italia
- MARLAINE, progetto finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo con leading partner il Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto per la BioEconomia
L’obiettivo è chiaro: dimostrare come la valorizzazione delle lane autoctone possa diventare una strada concreta per un tessile responsabile, in cui tradizione e innovazione si rafforzano reciprocamente, generando filiere solide e radicate nei territori.
InsideOut by C.L.A.S.S.: rendere visibili i valori invisibili
Accanto al focus sulle Native Wools, torna il progetto InsideOut by C.L.A.S.S., che amplia e approfondisce il lavoro avviato nella scorsa stagione sui valori – spesso invisibili ma sempre misurabili – del guardaroba di nuova generazione.
Dieci i parametri che attraversano l’intera filiera tessile:
- Etica
- Iniziative sociali
- Trasparenza e tracciabilità
- Ambiente
- Salute
- Economia circolare
- Design
- Ingredienti
- Produzione
- Tintura e finissaggio
L’obiettivo di InsideOut è rendere questi valori comprensibili e comunicabili in modo chiaro, attraverso un nuovo linguaggio condiviso tra industria, designer e consumatore finale. La sfida ora è il lancio di una campagna rivolta al pubblico, puntando su sensibilizzazione, educazione e partecipazione attiva.
I Dialoghi di Confronto
Il dibattito proseguirà anche attraverso due appuntamenti dei “Dialoghi di Confronto”, curati da C.L.A.S.S. e in programma mercoledì 11 febbraio:
- Ore 14.30 – “Native Wools: dalla pastorizia locale ai territori, filiere su misura e saperi per un tessile contemporaneo”
- Ore 15.30 – “InsideOut – Valori visibili e invisibili nel guardaroba di nuova generazione. E un nuovo linguaggio per comunicarli, dalla filiera al consumatore”
Entrambi gli incontri ribadiranno la centralità della filiera come leva strategica per sviluppare prodotti capaci di rispondere in modo concreto alle nuove esigenze del mercato.
Un eco-hub per il cambiamento
Fondato nel 2007 e con sede a Milano, C.L.A.S.S. (Creativity Lifestyle and Sustainable Synergy) promuove una nuova generazione di moda in cui design, innovazione, comunicazione e responsabilità si integrano per costruire un business informato e competitivo, capace di incidere sia a livello economico sia sociale.
La visione è chiara: non si tratta di perfezione, ma di attivare un cambiamento sistemico in cui ogni passo nella giusta direzione conta.
Con Filo65, lo Spazio Sostenibilità si conferma così non solo un’area espositiva, ma una piattaforma di dialogo e progettualità concreta per il futuro del tessile contemporaneo.





