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Passaporto digitale del prodotto tessile: prepararsi prima dell'obbligo

Passaporto digitale del prodotto tessile: prepararsi prima dell’obbligo

Il Digital Product Passport è destinato a diventare uno strumento importante per la trasparenza della filiera. Per le aziende, la preparazione comincia dai dati sui materiali, dai processi e dalla tracciabilità.

Il passaporto digitale del prodotto, o Digital Product Passport (DPP), è uno degli strumenti attraverso cui l’Unione europea intende migliorare l’accesso alle informazioni sui prodotti e favorire modelli produttivi più sostenibili e circolari.

Nel settore tessile il tema interessa l’intera catena del valore: dalle fibre ai filati, dai tessuti ai prodotti finiti, fino alle informazioni necessarie per riparazione, riutilizzo e riciclo.

Il DPP si inserisce nel quadro del regolamento europeo sull’ecodesign per i prodotti sostenibili, l’ESPR. Il piano di lavoro europeo 2025-2030 individua i tessili e l’abbigliamento tra i gruppi prioritari per lo sviluppo di requisiti specifici.

Non basta applicare un QR code

Il passaporto digitale non coincide semplicemente con un’etichetta elettronica o un codice QR. La sua utilità dipende dalla qualità e dall’affidabilità dei dati collegati al prodotto.

Le informazioni potranno riguardare, secondo i requisiti applicabili alla categoria, la composizione dei materiali, la durata, la riparabilità, la riciclabilità e altri aspetti pertinenti del ciclo di vita.

Per un’azienda tessile, prepararsi significa innanzitutto sapere quali informazioni possiede, dove sono conservate e come possono essere condivise con clienti, fornitori e altri soggetti della filiera.

Un produttore che conosce la composizione dei propri filati, le caratteristiche dei trattamenti e la provenienza delle materie prime parte da una posizione più favorevole rispetto a chi deve ricostruire questi dati a posteriori.

Una questione organizzativa oltre che tecnologica

La tracciabilità coinvolge ufficio acquisti, produzione, qualità, sostenibilità, sistemi informativi e sviluppo prodotto. I dati devono essere coerenti, aggiornati e associati correttamente agli articoli.

In una filiera articolata, inoltre, le informazioni possono provenire da molte aziende differenti. Diventano quindi importanti l’interoperabilità dei sistemi, la definizione delle responsabilità e la capacità di proteggere le informazioni commercialmente riservate, garantendo al tempo stesso la trasparenza richiesta.

Le imprese possono iniziare mappando i dati già disponibili, individuando le lacune e verificando quali sistemi consentano di collegare materiali, fornitori, lotti e prodotti.

Attenzione alle scadenze

La Commissione europea indica attualmente il quarto trimestre del 2027 come periodo previsto per l’adozione dell’atto delegato ESPR specifico per i tessili. La tempistica è indicativa e può cambiare; gli obblighi dettagliati dipenderanno dagli atti applicabili.

È quindi importante non confondere l’inquadramento normativo generale con requisiti tessili già definitivi per tutte le categorie di prodotto.

Un’opportunità per migliorare i processi

Il passaporto digitale può diventare più di un adempimento. Se ben progettato, può contribuire a ridurre la frammentazione delle informazioni, facilitare la gestione dei materiali e migliorare le relazioni tra i diversi attori della filiera.

La preparazione più utile non consiste nell’attendere il formato definitivo, ma nel costruire fin da ora una base informativa affidabile, evitando investimenti prematuri in soluzioni che potrebbero non essere compatibili con i requisiti futuri.

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